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Punta Santner – via von Glanwell

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Punta Santner – via von Glanwell

 

Area Gruppo: Catinaccio Sciliar

Salitori: Viktor W. von Glanwell e Karl Domenigg, 04/07/1904

Difficoltà: II, III pass. IV

Dislivello: 700m

 

Per entrambi gli itinerari classici qui descritti il punto di partenza ideale è il Rif. SchlernBoden. Per raggiungere il rifugio: dalla A22, uscita Bolzano Nord prendere direzione per Alpe di Siusi. Arrivati al paese di Siusi seguire indicazioni per Hotel Bagni di Razzes. Qui si lascia la macchina. A piedi si prende il sentiero per lo Sciliar, indicazioni rif. Schlernboden. Il rifugio lo si raggiunge in 1h – 1h 30’.

 

Punto di appoggio:    Rifugio Schlernboden (1726m) Tel. 0471-705345, aperto da fine maggio a metà ottobre. Ospitalità e cucina ottima.


Note generali:
Due guglie spuntano dal vasto altopiano dell'Alpe di Siusi: Punta Euringer e Punta Santner. Sono due vette sorelle, ma è la Santner, che dall'Alpe di Siusi esprime tutto il suo elegante slancio,  la preferita dagli abitanti della zona. Chiamata un tempo Punta Grande di Razzes, oggi porta il nome del primo salitore, Johann Santner, che riuscì a raggiungerne la vetta nel 1880. Impresa non da poco, per il padre dell'alpinismo altoatesino, che salì da solo vagando per due giorni alla ricerca dei punti deboli della guglia. Oggi la sua via viene seguita molto di rado, essendo esposta alle scariche di sassi, e si preferisce la via di Von Glanvell, più conosciuto quale primo salitore del Campanile di Val Montanaia.
La via offre un'arrampicata divertente su roccia buona, con splendidi scorci panoramici sullo Sciliar e l'Alpe di Siusi. La prima parte della salita si svolge in piena parete Nord, seguendo prima facili rampe e poi l’evidente canale che solca verso destra la parete. L’arrampicata è discontinua. Si alternano brevi passaggi tecnici a tratti più facili su gradoni. Una volta, invece, arrivati sul campo di mughi, la via prosegue con arrampicata entusiasmante lungo lo sigolo Nord Ovest, che porta direttamente alla vetta. Pur offrendo difficoltà massime di IV grado non va sottovalutata per l'ambiente severo e le difficoltà di orientamento soprattutto in discesa. Va prestata particolare attenzione al meteo e conviene partire presto al mattino, perchè lo spigolo è particolarmente esposto ai fulmini durante i temporali estivi.

 

Attacco:    Dal rifugio Schlernboden (m 1726) s'imbocca una diramazione che prima sale nel bosco e poi traversa in direzione della Punta Santner. Avanzando tra i mughi si oltrepassano alcuni canaloni (solitamente accumuli da valanghe ad inizio stagione) giungendo all'attacco presso un piccolo pilastro con la scritta "Einstieg".         h 1.15

 

Discesa:    pochi metri sotto la cima, sul versante che guarda il rifugio Schlernboden, si trova il primo chiodo di calata. Sette corde doppie da 20-25 metri lungo un canale portano alla base della Torre Euringer. Da qui si procede sulla sinistra per tracce di sentiero e, dopo circa 300 metri, si arriva al fondo del canale, dove s'incontra un ancoraggio per una doppia di 20 metri. Poco più avanti un'altra calata di 20 metri (strapiombante) porta ad una forcella. Da qui si segue il canale di destra fino ad un mugo da cui ci si cala per altri 20 metri. Si prende quindi un sentiero che, dopo alcuni metri in salita, conduce ad uno stretto camino. Con tre calate da 20 metri si raggiunge un largo canalone, che si segue fino ad incontrare il sentiero proveniente dalla rifugio Schlernboden.
In alternativa le guide hanno attrezzato anche un'altra via di discesa: dalla seconda doppia, anzichè continuare con le calate nei camini, esposti alla caduta di sassi, si scende a sinistra dove si trova il primo di sei ancoraggi. Con altrettante doppie si arriva al ghiaione tra la Punta Santner e la Punta Euringer. Percorso in discesa questo ghiaione per 150 metri, si traversa quindi a destra fino a ricollegarsi alla "normale" via di discesa.
ore 2.15 fino al rifugio.

Materiale:    normale dotazione alpinistica (basta una corda da 50m)

 

 

 

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Attacco: dal rifugio Schlernboden (m 1726) s'imbocca una diramazione che prima sale nel bosco e poi traversa in direzione della Punta Santner. Avanzando tra i mughi si oltrepassano alcuni canaloni (solitamente accumuli da valanghe ad inizio stagione) giungendo all'attacco presso un piccolo pilastro con la scritta "Einstieg" h 1.15.

 

Discesa:    pochi metri sotto la cima, sul versante che guarda il rifugio Schlernboden, si trova il primo chiodo di calata. Sette corde doppie da 20-25 metri lungo un canale portano alla base della Torre Euringer. Da qui si procede sulla sinistra per tracce di sentiero e, dopo circa 300 metri, si arriva al fondo del canale, dove s'incontra un ancoraggio per una doppia di 20 metri. Poco più avanti un'altra calata di 20 metri (strapiombante) porta ad una forcella. Da qui si segue il canale di destra fino ad un mugo da cui ci si cala per altri 20 metri. Si prende quindi un sentiero che, dopo alcuni metri in salita, conduce ad uno stretto camino. Con tre calate da 20 metri si raggiunge un largo canalone, che si segue fino ad incontrare il sentiero proveniente dalla rifugio Schlernboden.
In alternativa le guide hanno attrezzato anche un'altra via di discesa: dalla seconda doppia, anzichè continuare con le calate nei camini, esposti alla caduta di sassi, si scende a sinistra dove si trova il primo di sei ancoraggi. Con altrettante doppie si arriva al ghiaione tra la Punta Santner e la Punta Euringer. Percorso in discesa questo ghiaione per 150 metri, si traversa quindi a destra fino a ricollegarsi alla "normale" via di discesa.
ore 2.15 fino al rifugio.

 

 

Relazione: Si supera un caminetto e si sale per gradoni, poi verso destra a raggiungere una pietraia (90 metri; II, III). Si traversa a destra fino alla Forcella Nord; si prosegue ancora a destra per rocce facili e ghiaia verso la parete nord fino ad un grande chiodo cementato (50 metri; I, II). Si sale un canale, si traversa per parete verso destra e si continua per gradoni fino ad un anello cementato (50 metri; I). Si traversa sempre verso destra una decina di metri (II, III), quindi si punta verso una serie di camini-canale che solcano la parete nord (50 metri; chiodo di sosta). Ancora in traverso verso destra, si supera un caminetto e si arriva ad un'ampia terrazza alla base della serie di camini e fessure (50 metri). Da qui si segue la linea dei camini per 180m incontrando difficoltà di III e un passaggio di IV. Si sbuca così sul versante Ovest, sopra al campo di mughi.

Si sale, quindi, lo spigolo nord ovest per un centinaio di metri (II, III) fino ad una cengia. Si obliqua a sinistra, poi per lo spigolo su rocce ben appigliate (50 metri; III+). Continuando lungo lo spigolo per una decina di metri, si raggiunge una cengia; da qui si va a destra qualche metro, poi si prosegue per lo spigolo fino ad un terrazzino alla base di una placca compatta (50 metri; III+; sosta con chiodi e clessidra) . Sulla sinistra si vede un vecchio telefono installato da goliardici arrapicatori; si sale la placca (passaggio chiave, chiodo) e, con splendida arrampicata, si guadagna nuovamente lo spigolo (30 metri; IV, IV-). Continuando lungo lo spigolo si arriva in vetta (80 metri; III, II).