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Giovanni Zaccaria

Giovanni, classe 1989, vive tra i colli vicino a Padova e le Dolomiti. Dopo l’infanzia tra i pali e le gare sulle piste da sci, ha scoperto lo scialpinismo e il freeride. Non ha più abbandonato la sua libertà, e l’alpinismo in ogni stagione è diventata di conseguenza passione ed ossessione. Ha salito oltre 300 vie di roccia lungo tutto l’arco alpino fino al IX grado, confrontandosi con le grandi classiche estreme ed aprendo vie nuove. Ha scalato dalle fessure trad delle isole Lofoten (Norvegia) passando per le falesie del Portogallo, della Sardegna e della Sicilia, raggiungendo la difficoltà sportiva di 7c. Ha scalato a Taghia (Marocco), Picos de Europa, Riglos, Ordeza e Monserrat (Spagna), Verdon (Francia), fino al picchi più sperduti della Patagonia argentina e cilena (Fitz Roy, Cerro Colorado, Frey, Piedra Parada). Ha salito oltre 100 vie di ghiaccio dal massiccio del Monte Bianco alle Alpi Orientali fino alla difficoltà ED+, e cascate di ghiaccio fino al grado WI6+ e M8 a vista.

Ha compiuto centinaia di gite di scialpinismo in Dolomiti, sui 4000 della Svizzera e giù verso il mare dalle Alpi Liguri. Appassionato di sci ripido, ha sciato lungo discese famose come il Canalone Marinelli e la Nord della Tour Ronde, ma anche probabili prime discese, come il Canalone Oppel e la Cima dei Toni. È riuscito a coronare il sogno di trasformare la passione per la montagna in professione, entrando a far parte ad ottobre 2018 della grande famiglia delle Guide Alpine Italiane. Scrittore autodidatta, pubblica articoli sul mondo della montagna per la rivista online Planetmountain. Da giugno 2018 cura come collaboratore la stesura di articoli ed interviste inerenti al mondo alpinismo per l’azienda di calzature SCARPA.

Dal 2016 collabora con l’azienda Climbing Technology per la promozione dei prodotti con test sul campo e photoshooting per i cataloghi. Nel frattempo si è anche laureato in ingegneria chimica e dei materiali (2014), ha studiato a Padova, Lisbona e Zurigo, è interessato alle tematiche ambientali ed energetiche. Suonatore di flauto irlandese improvvisato, pratica anche lavori in quota con funi su piante ad alto fusto e strutture artificiali. Cresciuto negli scout e capo a sua volta per diversi anni, è convinto dell’essenziale ruolo educativo della montagna e della natura nella crescita dei ragazzi, oltre che come terapia per lo stress della frenetica società moderna. Segue diversi progetti sul territorio per avvicinare alla montagna ed all’arrampicata persone disabili o in percorso di recupero dalla tossicodipendenza. E’ volontario del Soccorso Alpino nella stazione di Padova ed Istruttore del CAI nella scuola F. Piovan.

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