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Cerro Torre per Tommaso Dusi

04.03.2015   |  Cerro Torre  |  Patagonia

«Mi sono innamorato di quella guglia che pare un’opera soprannaturale. Non c’è stato verso… era il 2001» queste le parole di Tom, la nostra guida XM che lo scorso gennaio 2015 ha raggiunto la cima del Cerro Torre.

Un grande abbraccio in vetta al Cerro Torre. Dieci minuti nel vento, le foto di rito. Poi una serie interminabile di corde doppie, per tornare a guardare il «fungo» di ghiaccio sommitale dell’«Urlo di pietra» dal basso in alto, come 11 ore prima, quando tutto era un azzardo da giocare. «Un sogno da realizzare»: la domanda sul perchè proprio «quella» cima la si può rigirare da ogni lato ma Tommaso Dusi, 34 anni, veronese della Valdonega e guida alpina di Xmountain, risponde con un «mantra»: «Mi sono innamorato di quella guglia che pare un’opera soprannaturale. Non c’è stato verso... era il 2001». Quattordici anni dopo era in vetta, con Matteo Casanova, 38 anni, guida alpina di Cuneo, grande amico e compagno di salite e un collega «outsider» argentino Tomàs Muller (spesso attivo, come i due italiani, a Chamonix), aggregatosi alla cordata. «È stato un bene, in tre il peso mentale e la fatica si dividono meglio», spiega Dusi... continua a leggere l'articolo pubblicato dal giornale L’Arena

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